L’EREMO
Le origini dell’abbazia risalgono all’832, anno in cui il complesso risulta nell’elenco dei possedimenti del monastero di Santo Stefano in Lucania di Tornareccio, come donazione da parte di Pipino il Breve. Divenuta subito luogo di rifugio e spiritualità per monaci ed eremiti, passa di mano in mano (nel 1452, ad esempio, venne unita al Capitolo Vaticano) fino al definitivo abbandono avvenuto l’8 settembre 1818. Interamente ricoperta, per ben dodici metri, dai detriti di un’alluvione, nel 1891 furono eseguiti i primi scavi per il recupero, completato solamente nel 2009. Oggi il cortile interno permette l’ingresso ad un portico originariamente a tre arcate sorrette da quattro colonne; sul lato nord c’è un campanile a vela mentre il portale della chiesa è del XIII secolo. L’interno è diviso in tre navate dalla planimetria irregolare e presenta una pavimentazione a lastre di pietra nella zona presbiteriale. A nord un muro a tre arcate, sul quale sono presenti tracce di affreschi, porta ad un ambiente più antico interamente scavato nella roccia. Secondo la leggenda Fra Martino, che aprì gli stretti valichi tra le rocce per permettere agli abitanti del posto di raggiungere i pascoli e le sorgenti poste in alto, avrebbe lasciato sulla roccia i segni rotondi dei gomiti usati per aprire il varco.
INFO E CONTATTI
Come raggiungere l’eremo:
Da Fara San Martino raggiungere le sorgenti con l’area pic-nic e oltrepassarle; al bivio successivo prendere a destra e procedere lungo una strada sterrata.
Dopo 200-300 m. si arriva a un bivio; girato a destra ci si ritrova immediatamente in un ampio parcheggio dove è possibile parcheggiare l’automobile. A questo punto percorre a piedi altri 100 m. in direzione della montagna fino a un secondo parcheggio chiuso da una sbarra (è possibile parcheggiare anche qui). Sorpassata quest’ultima, alla fine della strada carrabile, inizia il sentiero montano. In poco meno di 5 minuti, passando per le Gole di Fara San Martino, si arriva all’Abbazia.
Orari:
Sito sempre accessibile.
È possibile vedere il lavoro dall’esterno del Complesso di San Martino in Valle seguendo il muretto perimetrale. L’accesso all’interno del recinto e concesso sono su richiesta o in caso di eventi specifici.
